lunedì 29 agosto 2011

Ritrovata la "Donna piangente" di Picasso

Questo é il dipinto di cui si parla...

… che sia questo sul retro del dipinto ?

QUESTA E' UNA STORIA STRAORDINARIA
accaduta a Umberto Joackim Barbera
(in arte "Joackinder", soggettista cinematografico)


Questa storia é veramente accaduta!


C'era una volta un certo Prof. Leo Steinberg, nato a Mosca nel 1920 ed in seguito trasferitosi negli USA, un esperto di storia dell'arte noto all'Università di Philadelphia (USA), autore del saggio " Resisting Cézanne : Picasso's three women of 1908", fu riconosciuto come l'unico esperto al mondo in materia di opere in cui Picasso avesse ritratto delle donne nude (Rif.:"Dictionnaire Picasso", Pierre Daix, Ed. Robert Laffont 1995, pag.847).

Questo perché probabilmente Steinberg avrebbe visto, posseduto e studiato un dipinto particolare di Picasso in cui fosse stata ritratta nuda Fernande Olivier, la compagna di Pablo Picasso dal 1904 al 1911 e,  soprattutto, avrebbe visto e sarebbe stato quindi testimone dell'esistenza di tre cartoni in cui furono ritratte tre donne, nel periodo d'imitazione dello stile di Cezanne, come egli scrisse nel titolo del suo saggio.


Questo dipinto "Fernande Olivier ritratta ante e retro" potrebbe riferirsi a questi tre cartoni?
E' stato ritrovato per caso a Torino da Umberto Joackim Barbera, un appassionato ricercatore dei dipinti dispersi durante la II guerra mondiale, anche grazie al fatto delle dimensioni del dipinto (un cartone di circa cm. 70x100) per cui fu nascosto con difficoltà' dietro ad un armadio dal quale fuoriusciva la testa di una donna. 


La prima impressione errata fu che la donna fosse stata ritratta da Kees Van Dongen, un artista "Fauve" amico di Pablo Picasso che occupava a Parigi lo studio adiacente al suo nella casa degli artisti chiamata "Bateau Lavoir".


Osservando meglio il dipinto si poteva infatti notare che il viso della donna nuda (vista di fronte, sulla sinistra) ha una straordinaria somiglianza con un ritratto eseguito da van Dongen nel 1905 a Germaine, un'amica comune di Picasso e Casagemas (quest'ultimo un amico intimo di Picasso), per cui si é portati a ritenere che si tratti di due donne diverse unite da uno stesso tragico destino, benché alcuni esperti d'arte sostengano che si tratti del ritratto ante e retro della sola Fernande Olivier.

Sullo sfondo del dipinto vi é la casa che i genitori di Picasso avevano abitato a Malaga con i tre figli, Pablo, Dolores e Conception, ma non vi sarebbe somiglianza tra le donna ritratte e le sorelle di Picasso:

Dove a Malaga abitarono i Picasso (1891-1897)

Un ulteriore indizio sembra essere stato lasciato da Picasso per confermare l'autenticità del suo dipinto: egli ritrasse i volti dei suoi genitori negli angoli del quadro stesso: il padre nell'angolo in alto a sinistra, la madre in quello di destra.

Osservate e comparate i loro volti con quelli ritratti nel dipinto in esame, strizzando gli occhi oppure mirandoli attraverso ad un cannocchiale costituito da un tubo di cartone o da un foglio di carta arrotolato, così modificando il fuoco ottico. Nascondere i volti dei famigliari modificando il fuoco ottico era un trucco abbastanza comune nei giochi pittorici (la così detta "pittura segreta").




Il padre di Pablo Picasso


la madre di Pablo Picasso
vista di profilo
la madre di Pablo Picasso
vista di fronte


Pertanto solo Pablo Picasso avrebbe potuto ricordare e ritrarre a memoria i propri genitori! Questa é pertanto la prova per cui con assoluta certezza sia possibile dichiarare che si tratta di un autentico dipinto di Pablo Picasso!

Lo stile o, se si preferisce, il "Ductus pictoricus" dell'opera appare atipico rispetto a quello conosciuto di Picasso ma, a un vero intenditore, non sfugge la imitazione di quello Paul Cezanne praticata da Picasso nel suo breve periodo cosiddetto "verde", precedente al periodo "blu".

Quest'opera dovrebbe essere non precedente al 1905, semmai coeva, se non postuma al suicidio del suo amico Casagemas, poiché egli appare disteso in orizzontale rispetto al dipinto, con la testa ritratta sotto la scritta "Malaga" (scritta sul bordo in alto).


Casagemas si suicidò sparandosi un colpo di rivoltella alla tempia dopo aver pranzato e brindato con gli amici, e pare dopo aver sostenuto ch'Egli non avrebbe sopportato di essere ridotto all'impotenza sessuale da una infezione venerea avvenuta per contagio di una donna. Questo particolare sembra essere stato ricordato sul dipinto in esame in modo sufficientemente esplicito.


Sulla coscia di Fernande sarebbe dipinto in rosa il membro afflosciato di Casagemas?

Inoltre, osservando il dipinto nei suoi particolari, noterete una evidente striscia di colore marrone marcare una spalla della donna ritratta, come a voler significare "Merde sur l'époule" (merda sulla spalla), un'espressione che in gergo parigino starebbe ad indicare ad una persona di levarsi di torno per non sporcare con le sue sozzerie...


Vi sono infine… due particolari curiosi… ritrovati da Joackinder, instancabile ricercatore:

1) Un foglietto con l'elenco dei colori!

Alla morte di Pablo Picasso, Rosamond Bernier, la fondatrice del giornale d'arte "L'oeil" e sua buona amica, nel suo libro "Picasso, Matisse Mirò, così come li ho conosciuti" scrisse di aver trovato nella borsa di pelle di Picasso un foglietto riproducente una serie di colori utilizzati dall'artista e scritto con la calligrafia di Picasso! Pubblicò quindi questo foglio da cui Joackinder trasse un elenco preciso dei colori utilizzati dall'artista.

Non é pensabile che Picasso abbia usato sempre, per tutta la sua vita, gli stessi colori. E se Picasso avesse dovuto tramandare l'elenco di tutti i colori usati nel corso della sua vita, avrebbe dovuto lasciare non solo un foglietto ma diversi volumi...

Ed allora é lecito domandarsi: perché mai Pablo Picasso avrebbe custodito nella sua borsa un foglietto se non per tramandare un indizio con cui risalire all'autenticità' di un solo dipinto? 

Sulla base di questa intuizione Joackinder ha tentato di effettuare una prova dei colori sul dipinto ritrovato dedicato a Fernade Olivier (periodo verde), rintracciando su questo dipinto TUTTI i colori indicati dal foglietto scritto dalla mano di Picasso !

Ciascun colore venne identificato numericamente ed automaticamente dal computer su di un depliant su cui erano pubblicati i colori venduti fin dai primi anni del 1900 a Parigi e, successivamente, tramite un programma di identificazione numerica del colore estrapolato in una porzione del ritratto, si individuò l'esatta corrispondenza del colore tramite l'identicità dei valori numerici.




























                                                                    ^
 NB: Le scritte a mano che identificano ciascun colore
           sono tratte dal foglio manoscritto di Pablo Picasso


2) L'indizio di un neo sulla natica? 

Sul ritratto in esame, quello che Picasso avrebbe fatto a Fernande Olivier, la natica destra della donna nuda (voltata di schiena) presenta un punto scuro, in un primo tempo creduto un neo, un segno particolare che avrebbe potuto servire come indizio per la sua identificazione.

Come si evince dal seguente "depliant" pubblicato nella serie della "Pinacoteca Giramondo" (Newtel srl editore, Sciolze), un disegno di Salvador Dalì eseguito nel 1925 all'Accademia di San Fernando e pubblicato su un libro, indicherebbe con un dito di indagare il medesimo punto sulla natica di Santa Fernande Olivier (assonanza dello stesso nome).















Nota: per eventuali richieste di informazioni supplementari, la e-mail é cambiata: <ubarbe22@gmail.com>

Umberto Joackim Barbera si prestò al gioco e cercò e trovò su un autentico dipinto di Picasso ("L'abbraccio" 1905, collezione privata con dedica di Apollinaire) il disegno di tre corpi avvinghiati nel letto, quello di un uomo e di due donne.  Nelle sue memorie, Picasso ricordò di essere rientrato anzitempo al "Bateau Lavoir" senza preavvisare, e di aver trovato nel letto il suo amico Casagemas assieme alla sua ragazza ed a Fernande Olivier!

Non ci scandalizzeremo per questo, ma osservando il dipinto "L'abbraccio"(a tre) di Picasso, noteremo sulla natica di una di queste donne, nel medesimo punto evidenziato anche da Salvador Dalì, non un neo ma un piccolo cerchio!

Joackinder decise di andare a fondo della questione che si preannunciava come un gioco volto a rivelare un segreto sconosciuto agli esperti d'arte e si rivolse al tenente colonnello dr. Eugenio Gastaldi che fu il Direttore Medico di tutti i  casini d'Italia.  L'ottuagenario dr. Gastaldi (+ 2011) immediatamente gli chiarì quale fosse il segreto tramandato dal dipinto: il cerchio non evidenziava un neo ma era il segno con cui si marchiavano le natiche delle donne che erano state contagiate da una malattia venerea, divenendo anch'esse portatrici di contagio !

Si sarebbe trattato della rivelazione, mediante un dipinto, di un segreto molto personale! Picasso avrebbe colto in flagrante il suo amico Casagemas a letto con la sua compagna Germaine la quale era afflitta da una malattia venera contagiosa e che, di conseguenza, avrebbe contagiato anche Fernande, la compagna di Picasso!

Questa segreta verità' fu probabilmente il motivo per cui Picasso, terrorizzato dalla malattia venerea allora ritenuta incurabile (si pensava che portasse alla pazzia), interruppe la sua relazione con Fernande Olivier. Infatti Picasso trovò una nuova compagna in Marcelle Humbert che altra non era che Eva Gouel (costei amava cambiare identità'), la moglie del suo amico Marcoussì che Pablo immortalò nei suoi dipinti chiamandola "Eva, ma jolie". Anche questa "liaison" non ebbe esito felice: Eva si ammalò di tubercolosi e morì nel dicembre del 1915 dopo solo quattro anni dall'inizio  della loro  storia d'amore mentre Fernande visse ancora molti anni finché si suicidò impiccandosi alla serranda del suo "garage".

Ora, non potendosi negare che Fernande Olivier avesse conosciuto il segreto per cui Casagemas si sarebbe suicidato (essendo venuto a conoscenza di essere stato contagiato dalla sifilide portata dalla sua compagna Germaine), non ci si sorprenderà nel ritrovare disegnata, sul retro del dipinto di Picasso, una "Donna piangente" accovacciata per terra. 

Chi potrebbe essere costei? La Germaine lasciata da Casagemas o la stessa Fernande lasciata da Picasso?

Oppure entrambe piangenti poiché contaminate dalla sifilide di Casagemas?



Comunque sia, quello ritrovato dietro al grande quadro del periodo verde, avrebbe potuto essere il terzo cartone mancante dal trittico di "Donne piangenti" - indicato dallo studio del Prof. Leo Steinberg - le donne che furono dipinte da Picasso nell'occasione della morte di Casagemas.

Infatti due dei tre cartoni di "Donne piangenti" furono rappresentati da Picasso come sfondo al suo celebre dipinto in cui Fernande venne ritratta in piedi con una bambina in braccio (il suo sogno di impossibile maternità') di fronte alla figura di Casagemas ed alla sua compagna Germaine (anch'essi ignudi, sulla sinistra dell'opera); in questo ritratto Casagemas indica, con la mano protesa verso Fernande, con le dita il numero tre, come a ricordare che "non c'é il due senza il tre", ovvero che…      il terzo ritratto della "Donna piangente" fosse da trovarsi sul retro dello stesso dipinto!

 

"Derniers moments" di Picasso (1903), raprésente son amis Casagemas (suicide en 1901) avec sa copin Germaine, plus Fernande Olivier
avec une petite enfante en bras.

Ed infatti, così! Sul retro del dipinto su cartone "Fernande Olivier ritratta ante e retro" vi é infatti disegnata la terza "Donna Piangente": la controprova dell'autenticità dell'opera!

La terza donna piangente accovacciata per terra é disegnata con un pigmento verde, anticipatore del periodo blu (vedi il particolare in fondo a destra del depliant pubblicato precedentemente). Chi fosse incredulo e volesse vedere questa prova di autenticità di persona, potrà inoltrare domanda a Joackinder e sarà soddisfatto.

Ora, sappiamo che il rarissimo "periodo verde" in cui Picasso riconduceva la sua pittura ai dipinti di Paul Cezanne, fu introduttivo al suo più celebre "periodo blu". Ma allora, dove sarebbe finito il successivo quarto dipinto della "Donna piangente" che avrebbe inaugurato il periodo blu?

Joackinder ha trovato questo cartone risolutivo del gioco, quello autentico poiché periziato da Maja Widmaier Picasso (la figlia di Pablo Picasso).


Ora se é autentico il quarto dipinto postumo al gioco, di cui probabilmente la data assegnata dalla figlia Maya sembra anticipata di almeno due anni (l'opera dovrebbe essere del 1904, l'anno in cui Fernande incominciò a posare per Picasso),  ne conseguirebbe impossibile negare che non siano autentici anche i precedenti tre cartoni, in particolare il terzo cartone risolutivo del gioco stesso ritrovato dipinto sul retro del ritratto a Fernande Olivier !

Fernande, 1904, con tanto di cappello!

Pertanto, anche il dipinto che fu citato dal Prof. Leo Steinberg é da ritenersi evidentemente del tutto autentico, nonostante che Claude Picasso, il figlio dell'artista, in qualità' di amministratore del patrimonio indiviso della famiglia Picasso, abbia scritto e dichiarato a Umberto Joackim Barbera di non essere in grado, allo stato delle prove evidenziate, di riconoscere questo dipinto come opera di suo padre.

Ne deduciamo che il dipinto di Germaine e Fernande (ritratte l'una di fronte e l'altra di schiena) se non, come credo, la sola "Fernande Olivier ritratta ante e retro" sia un'opera autentica di Pablo Picasso, riconducibile al "periodo verde" (imitativo della tecnica pittorica di Cezanne), e che quest'opera provenga dalla collezione privata della famiglia Picasso.

Rimane un'ultima questione. Quest'opera sarebbe stata posto in gioco da Claude Picasso - probabilmente senza informare i famigliari - affinché fosse ritrovata dal meritevole risolutore del gioco iniziato e perseguito da suo padre Pablo Picasso?

La volontà dell'artista sarebbe così stata rispettata, ma non fino in fondo. Manca il riconoscimento di autenticità  dell'opera che potrebbe essere rilasciata della Fondazione Picasso oppure da Claude Picasso come curatore della proprietà familiare indivisa. Occorre ripensarci, magari assieme davanti ad un bicchiere di vino Barbera.

Umberto Joackim Barbera

"Caro Claude, quali altre prove ti occorrerebbero per riconoscere questo dipinto autentico capolavoro del periodo verde di tuo padre Pablo Picasso? Dovrei fartelo dire da lui, disturbandolo nell' al di là ???". (-:

Pablo Picasso quando diceva:
"Bisogna diventare molto vecchi per ritornare giovani"
 . . . forse nell'al di là.

Amichevolmente, tuo affezionato Joackinder, 
ovvero Umberto Joackim Barbera

post scriptum: sono protetto da una delle tre Marie
un'altra opera ritrovata di Pablo Picasso ! :



RSVP alla mia nuova e-mail: <ubarbe22@gmail.com>

( ° - ° )





A T T E N Z I O N E !

Questa ricerca di Joackinder é un esempio di creazione artistica del tutto nuova che ha come fine quello di disorientare il critico d'arte avvezzo ad un approccio metodologico ben diverso, basato non come l'ideazione di Joackinder, creativa ed intuitiva, bensì sull'analisi mnemonica di ciò che il critico abbia davvero studiato, compreso e correlato.

Non vi può essere dialogo costruttivo tra le due metodologie se non vi sia alla fine una comune autenticazione dell'opera.

E' chiaro a tutti che qualora il critico d'arte assuma una opinione diversa, non provata da alcun riscontro, Egli giochi a non riconoscere l'autenticità del dipinto.

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